Golden Goose Flea Market Oklahoma City

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Quante coppie si sfascerebbero se uno dei due guardasse nel cellulare dell’altro? questa la premessa narrativa dietro la storia di un gruppo di amici di lunga data che si incontrano per una cena destinata a trasformarsi in un gioco al massacro. E la parola gioco è forse la più importante di tutte, perché è proprio l’utilizzo “ludico” dei nuovi “facilitatori di comunicazione” chat, whatsapp, mail, sms, selfie, app, t9, skype, social a svelarne la natura più pericolosa: la superficialità con cui (quasi) tutti affidano i propri segreti a quella scatola nera che è il proprio smartphone (o tablet, o pc) credendosi moderni e pensando di non andare incontro a conseguenze, o peggio ancora, flirtando con quelle conseguenze per rendere tutto più eccitante. I “perfetti sconosciuti” di Genovese in realtà si conoscono da una vita, si reggono il gioco a vicenda e fanno fin da piccoli il gioco della verità, ben sapendo che di divertente in certi esperimenti c’è ben poco.

These are best used with oils in dressings. Smith, Drew Food Watch (1994)Swap diet salad dressings for olive oil and vinegar. The Sun (2015)Try using it in homemade salad dressings. Times, Sunday Times (2016)Therefore people owe the surviving dogs a comfortable future. The Sun (2014)Such an idea would hardly survive this vivid live performance. Times, Sunday Times (2015)But an aunt and another relative survived.

Il campione di caregiver è risultato essere in maggioranza di genere femminile (86.4% donne). Dal questionario CRA è emerso che la sottoscala Autostima ha valori medi sopra 4.5 (alto impatto positivo). La sottoscala Agenda ha valori medi pari a 3.9 e quella Salute di 3.5 corrispondenti ad un significativo impatto negativo sulla salute e sulla quotidianità del caregiver.

L’esatto contrario, insomma, del mondo di fantasia particolarmente cupo e sgradevole delineato con abilità surrealista da Vian, con Giacomorto a rappresentare il lume della ragione e della civiltà nel suo incontro/scontro con una comunità retrograda e crudele, dove gli anziani sono dileggiati e smerciati in apposite fiere di piazza e i bambini vengono sfruttati barbaramente nei lavori di fatica fino a una morte puntuale, priva di clamore. E dove le responsabilità del marciume, i mali, il peccato, il rimorso, sono scaricati senza troppi complimenti nel fiumiciattolo rosso che conduce in paese, dove il vecchio La Gloria è pagato oro (che non potrà mai spendere) per ripescarli e farsi carico dell’altrui vergogna con silenzioso fatalismo. Questo angusto e squallido teatro si configura dalla prima all’ultima pagina come un concentrato di insensata violenza e immoralità trionfante, con la penna dello straordinario autore francese particolarmente cruenta e barocca nella raffigurazione dei suoi incubi opprimenti (la crocifissione del cavallo e il terribile abbattimento degli alberi, tra i più feroci) e delle sferzanti deformazioni riservate tanto all’ambiguo opportunismo della fede (memorabili le grottesche celebrazioni di un curato ossessionato dall’idea della religione come lusso dovuto a Dio) quanto alla risibile sterilità della psicanalisi, due sfere accomunate dal culto spropositato che sempre le circonda e dall’inadeguatezza a fornire valide risposte.

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